PIEVE DI SOLIGO
LA PERLA DEL QUARTIER DEL PIAVE
LUOGHI DI INTERESSE
Palazzo Vaccari: sorto nell’800, nella sua parte centrale aveva sede il municipio. Il fabbricato ospitava inoltre le scuole, un asilo e la “scuola di disegno per artieri”, dedicata alla formazione degli artigiani. Recentemente restaurato, l’edificio è tornato ad essere sede municipale.
Loggia dei Grani: costruita nell’800 e caratterizzata da un colonnato Neoclassico, era il luogo in cui si svolgeva il mercato delle granaglie.
Palazzo Balbi Valier: prese il nome da una nobile famiglia veneziana presente a Pieve già alla fine del ‘600. Con le dipendenze ed ex cantine costituisce oggi il “Centro Balbi Valier”, sede di numerosi studi ed attività
commerciali.
Borgo Stolfi: dal ponte sul Soligo, si scende lungo questo caratteristico Borgo, con l’isolotto della Roggia e la ruota del mulino, che ricorda l’antica tradizione manifatturiera del paese.
Duomo di Santa Maria Assunta: costruito nel 1900 in stile neogotico, in sostituzione della vecchia parrocchiale del XIV secolo, si erge sul paese e spicca con la torre campanaria. Racchiude opere di Francesco da Milano, Giovanni Possamai e Marta Sammartini. Al suo interno è sepolto il Beato Giuseppe Toniolo.
Villa Chisini-Daniotti: seicentesca, affacciata sul fiume Soligo, è caratterizzata da una pianta quadrata e tetto a quattro frontoni. Sulla facciata si può ammirare una trifora con poggiolo in ferro.
Palazzo Ciassi: edificio seicentesco, realizzato dall’omonima famiglia di produttori di panni lana. Era posto proprio al confine tra le proprietà delle Signorie Brandolini e Collalto: su una parete si trova ancora infatti lo stemma della famiglia Brandolini.
Palazzo Morona: edificato nel XVII secolo dall’illustre famiglia Morona, originaria di Rolle e trasferitasi a Pieve intorno al 1600. Attigua al palazzo, spicca la cappella barocca con campaniletto a vela, dedicata alla Madonna del Carmine.
Chiesa di Santa Maria Maddalena: testimonianze di questa chiesa dedicata alla patrona del paese si hanno già nel 1354. I devoti della Santa, riunitisi in una confraternita intorno al XIV secolo, si occupavano anche della manutenzione della chiesa, caratterizzata da una facciata a capanna con timpano.
Chiesa di San Martino: la prima attestazione di questo antico oratorio risale al 1177, anche se il suo attuale aspetto neoclassico si deve alla ricostruzione del 1840. Nel 1832, a ponente della chiesetta venne costruito il cimitero.
Il maglio di Pradella: oggi monumento di archeologia proto-industriale, veniva utilizzato per la lavorazione del ferro e la realizzazione di attrezzi agricoli. Si trova nella frazione di Solighetto.
Villa Brandolini: villa veneta di fine ‘700, con i suoi edifici e il suo parco storico rappresenta il cuore antico di Solighetto, attorno al quale ruotano le varie contrade. È di proprietà comunale ed è sede di mostre d’arte e di eventi culturali.
Chiesa di Sant’Andrea: nella piazza di Solighetto, accanto al caratteristico campanile sorge l’ottocentesca chiesa dedicata a S. Andrea e alla Madonna Immacolata, edificata e impreziosita da opere d’arte dello scultore Marco Casagrande e di Giovanni De Min.
Chiesa di Santa Caterina: si trova nella frazione di Barbisano, di origine trecentesca, fu completamente ricostruita nel 1902 nelle forme attuali. Sulla facciata si trovano due statue di Emilio Fontana, all’interno l’altare di Paolo Possamai e una tela di Giovanni Zanzotto.
Le crode del Pedrè: monumentali conglomerati attorno ai quali il torrente Lierza ha formato piccoli bacini e cascatelle, già citate come elemento caratteristico del paesaggio in una guida turistica della Provincia di Treviso di fine ‘800. Da qui partono numerosi percorsi ciclo-pedonali nelle colline del territorio.
La via dei Troi: breve ma suggestivo itinerario che parte dalla Chiesa di Solighetto e arriva a Pieve di Soligo, lungo il corso del fiume, tra ampi panorami e fitta vegetazione riparia spontanea.
PILLOLE DI STORIA
Le origini romane del primo insediamento, probabilmente una colonia militare rurale in prossimità del tracciato della via consolare Claudia Augusta Altinate, sono testimoniate da vari ritrovamenti archeologici.
Si ritiene che la Pieve di Soligo sia una delle più antiche della zona, risalendo infatti al IX secolo d.C.
In epoca medioevale era già distinta in due diverse entità amministrative divise dal fiume Soligo: la Pieve del Contà sulla riva sinistra e soggetta alle giurisdizioni delle contee di Cison e di Collalto e la Pieve del Trevisan, sulla riva destra, soggetta alla potestà del Comune di Treviso.
Nel 1638 Pieve di Soligo ottenne dalla Serenissima il riconoscimento e l’ordinamento del mercato settimanale, che da tempo si svolgeva nei pressi del sagrato parrocchiale. Da allora ogni sabato, con la sola parentesi dei conflitti mondiali, il mercato continua a svolgersi. Nel 2019, ha ottenuto dalla Regione del Veneto il riconoscimento di “Mercato Storico”. La frazione di Barbisano per secoli fu giurisdizione della contea di Collalto e fu accorpata a Pieve di Soligo soltanto dopo l’unità d’Italia.
TRADIZIONI
Spiedo gigante: nel 1956 alcuni pievigini proposero l’idea di realizzare uno “spiedo gigante” a base di volatili, in piazza. La Pro Loco appoggiò e condivise l’iniziativa e da allora, nel mese di ottobre, la sagra dello Spiedo Gigante ha attirato migliaia di visitatori. Nel 2017 lo Spiedo Gigante di Pieve di Soligo è entrato nel Guinnes dei primati per la più grande cottura di quaglie del mondo.
In occasione della festa, si tiene anche la tradizionale sfida di tiro alla fune tra le contrade del Contà e del Trevisan, per commemorare la rivalità che contraddistinse gli abitanti delle due sponde del fiume nel corso dei secoli.
PERSONAGGI
Andrea Zanzotto: nato a Pieve di Soligo nel 1921, è stato una delle figure più significative della poesia italiana del secondo Novecento. Fu candidato al premio Nobel nel 1999, anno in cui uscì anche la collana “Meridiani”, che raccoglie le sue opere. Uno dei temi centrali della sua poetica è il paesaggio, inteso anche come metafora delle contraddizioni del presente; la sua poesia è prevalentemente autobiografica e ricca di riflessionifilosofico-esistenziali. Visse a Pieve fino alla morte, sopraggiunta nel 2011.
Giuseppe Toniolo: nato nel 1845 e morto nel 1918, fu beatificato nel 2011. Professore universitario a Padova, Modena e Pisa, fu tra i pionieri della sociologia cristiana e le sue tesi ispirarono la dottrina sociale della Chiesa.
Toti Dal Monte: nome d’arte di Antonietta Meneghel, nata a Mogliano Veneto nel 1899. È stata uno dei soprani più famosi e conosciuti nel mondo nella prima metà del ‘900. Le sue doti canore furono universalmente riconosciute e apprezzate. Nella frazione di Barbisanello, sorge la villa che il soprano volle come luogo di riposo e di svago e dove si ritirò alla fine della sua carriera.
Francesco Fabbri: nato a Solighetto, si laureò in scienze agrarie a Bologna e abbracciò la carriera politica percorrendone tutte le tappe. Eletto sindaco, consigliere provinciale, divenne deputato e infine ministro. Fu instancabile promotore di attività economiche e sociali.
SAI CHE...
El Barba zhucon: secondo la tradizione popolare, il barba zhucon (lo zio tonto) veniva raffigurato come un vecchio che passava di casa in casa a rapire i bambini disubbidienti, rinchiudendoli in un sacco. Il poeta Andrea Zanzotto curò l’edizione di questa favola in due versioni: una dialettale e una in italiano.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
- Agosto/settembre: Festa di San Tiziano
- Ottobre: Spiedo Gigante
LA CULLA DEL GIUNCO
La frazione di Barbisano viene così definita in quanto nel 1885 vi fu fondata la “Scuola Panierai”, la prima fabbrica per la produzione di oggetti in giunco e vimini della Provincia di Treviso. Si trattava di una “fabbrica-scuola” dove i giovani del luogo erano avviati a un mestiere che avrebbe contribuito a migliorare le loro condizioni economiche.
Nella piazza della frazione, la mole originaria della fabbrica è ancora riconoscibile. La “Scuola Panierai”, si trasformò nel corso del ‘900 in fabbrica di produzione di arredi in legno.