CISON DI VALMARINO
TRA ANTICHI BORGHI E NOBILI FAMIGLIE
LUOGHI DI INTERESSE
Piazza Roma: cuore pulsante di Cison, su di essa si affacciano gli edifici più importanti del capoluogo. Il Teatro la Loggia, del XVII secolo, dove un tempo si riunivano i rap presentanti dei 12 villaggi della Valmareno per discutere i problemi legati alla gestione feudale, ospita oggi anche il Museo della Radio d’epoca con oltre ottanta esemplari. Palazzo Zambaldi, sede del Municipio, fu costruito intorno al XV secolo. Villa Brandolini, detta casa granda, dal XV secolo fu pertinenza in paese della nobile famiglia. Infine, tra il municipio e la Chiesa, si ammira il massiccio edificio di Palazzo Casoni Moretti, noto oggi come Palazzo Marcello, costruito e ampliato dal XIV al XV secolo. Tutti questi edifici conservano all’interno pavimenti alla veneziana, stucchi, soffitti lignei decorati e talvolta affreschi.
Chiesa di Santa Maria Assunta: consacrata nel 1746 dal Vescovo Lorenzo Da Ponte, presenta un ingresso ornato da tre statue di Marco Casagrande e custodisce un patrimonio artistico eccezionale, tra preziosi marmi, stucchi policromi e un notevole ciclo di dipinti. L’interno ad unica navata è in stile barocco, decorato da affreschi e tele del pittore cisonese Egidio Dall’Oglio.
Case Marian: dette anche “case rosse” e risalenti al XVII secolo, sono composte da un corpo unico che affianca le stalle a ovest e le abitazioni a est. L’ampio porticato fu aggiunto a metà ‘900 e il pozzo centrale, preesistente, fu ricostruito negli anni ’90. A cavallo tra XIX e XX secolo, le mura esterne vennero dipinte di rosso, come molte altre case mezzadrili di proprietà della famiglia Brandolini.
Antiche Cantine Brandolini: di probabile fattura del XV secolo, furono soggette a miglioramenti e adeguamenti nella seconda metà del ‘600, per mano del Conte Guido Brandolini. Insieme alle Case Marian, si possono oggi ammirare nel loro massimo splendore durante “Artigianato Vivo”, il grande evento diffuso dedicato agli antichi mestieri che si tiene ogni anno in agosto lungo le vie e le corti del paese.
Castello Bandolini-Colomban (Castelbrando): deve il suo nome alla famiglia Brandolini, che abitò il castello per più di 500 anni. Il castello fu, quasi certamente, a partire da epoca longobarda, sede di un presidio militare: a meno di un chilometro sulla vicina montagna è stato individuato un villaggio tardo romano databile attorno al IV-VI secolo d.C. Secondo alcuni storici sarebbe stato edificato nel 1194 in contrapposizione ad un’altra fortificazione; conobbe nel corso dei secoli una serie di ampliamenti ultimi fra i quali l’intervento dell’architetto Ottavio Scotti fra 1710 e 1714. È oggi dotato di sei aree museali, dominando dalla cima del colle i borghi di Valmareno e Cison.
Bosco delle Penne Mozze: inaugurato nel 1972, è situato in una posizione panoramica delle Prealpi Trevigiane. Lo si raggiunge facilmente superato l’abitato del paese. Si tratta di un memoriale immerso nella natura, che si estende su un’area di oltre 16.000 mq di terreno, dove oltre 2400 stele realizzate da Simon Benetton e posizionate tra gli alberi ricordano gli alpini della provincia di Treviso caduti in tutte le guerre o per cause di servizio.
La Via dei Mulini o Via dell’Acqua: qualche centinaio di metri a nord di piazza Roma, è possibile intraprendere un particolare percorso storico-naturalistico che si snoda per 3 km attraverso la valle sino al Bosco delle
Penne Mozze. Il percorso ricostruisce quella che era, fino all’inizio del secolo scorso, la realtà artigianale di Cison, legata a doppio filo con il torrente Rujo e con lo sfruttamento delle sue acque: si potranno così vedere vecchi lavatoi ricostruiti, fontane, canalette con le diverse chiuse, antichi mulini e resti dei vecchi folli.
Il rifugio dei Loff (termine dialettale che significa “lupi”, soprannome con cui sono conosciuti i cisonesi): è una delle mete più suggestive delle Prealpi Trevigiane. Vi si accede attraverso diversi sentieri, il più rapido dei quali è il 991. Il percorso si intraprende dal Passo San Boldo ed offre diversi punti panoramici.
PILLOLE DI STORIA
Il territorio fu certamente abitato fin dalla Preistoria, come testimoniano ritrovamenti paleolitici, mesolitici e dell’Età del Bronzo.
Ebbe un importante sviluppo in epoca gota e longobarda come testimoniato dalla presenza di alcuni residui sistemi di fortificazione sui crinali montani e la devozione per santi militari nelle chiesette del territorio.
Fu la piccola capitale del Feudo di Valmareno a partire dal 1436, quando la Repubblica di Venezia affidò il territorio ai condottieri Erasmo Da Narni (conosciuto come Gattamelata) e Brandolino Da Bagnacavallo. I discendenti di quest’ultimo tennero la Valmareno fino alla caduta della Serenissima.
TRADIZIONI
La Secolare Fiera Franca dei Santi Simone e Giuda. Gli abitanti della pedemontana e del bellunese si incontravano proprio a Tovena, per scambiare i propri prodotti agricoli e artigianali esenti da dazi. Nel tempo, la fiera ha perso la sua accezione commerciale, restando comunque un momento di incontro e di festa, nonché un’occasione per gustare i piatti della tradizione, tra i quali spicca la trippa, preparata secondo un’antica ricetta locale.
SAI CHE...
La Strada dei 100 giorni: collega la frazione di Tovena al Passo San Boldo, porta questo nome in quanto fu ultimata tra marzo e giugno del 1918 dal genio militare austriaco per esigenze strategiche. Fu un’impresa memorabile, che prevedeva anche lo scavo di cinque gallerie, per la quale fu fondamentale l’apporto della popolazione locale.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
- Marzo/aprile: Assaporando Cison , Il Bosco incantato sulle vie dell’Acqua
- Agosto: Artigianato Vivo, Raduno Alpino Penne Mozze
- Ottobre: Secolare Fiera Franca dei Santi Simone e Giuda
- Dicembre: Stelle a Natale, Presepi a Mura
IL BORGO DI ROLLE
Piccola e amena frazione rurale, primo Borgo italiano tutelato dal FAI, è una località che il poeta Andrea Zanzotto, grande appassionato del luogo, definì per la sua bellezza paesaggistica “una cartolina mandata dagli dei”. Si sviluppò a partire dal XIII secolo, quando i monaci benedettini vi si stabilirono.
Parte dell’antico monastero è ancora visibile vicino al centro del paese. Dalla piazzetta di Rolle si gode di una vista mozzafiato, tra colline coperte di vigneti, alberi da frutto e antichi casolari.