CORDIGNANO
DALLA PIANURA ALLE FORESTE DEL CANSIGLIO
LUOGHI DI INTERESSE
Chiesa dei Santi Maria Assunta e Cassiano: edificata nella prima metà del ‘600, al posto di un antico oratorio dedicato a San Cassiano, è impreziosita da opere pittoriche di grande valore, tra le quali un’ultima cena di Marco Vecellio (nipote di Tiziano), un affresco di Giovanni De Min, un’opera di Palma il Giovane e una di Domenico Robusti (figlio di Jacopo Tintoretto).
Chiesa di San Valentino: attestata la prima volta in un documento del 1599, al suo interno si trovano un dipinto di Giacinto Arnosti e un altare ligneo seicentesco dei fratelli Ghirlanduzzi, intagliatori cenedesi.
Chiesa di Santo Stefano: nella frazione di Pinidello, edificata intorno alla prima metà del ‘500 ampliando un edificio preesistente, custodisce al suo interno una pala d’altare di Francesco Da Milano risalente al 1536, insieme a un ciclo di affreschi quattrocenteschi.
Villa Zanussi ex Rota Brandolini d’Adda: situata in centro del paese, lungo le sponde del fiume Meschio, questa villa seicentesca presenta un corpo centrale con due ali laterali e un grande parco, con un lungo viale alberato fiancheggiato da statue sei-settecentesche di divinità mitologiche e figure allegoriche.
Villa Mocenigo detta “Belvedere”: palazzo cinquecentesco, raggiunse il suo massimo splendore nel ‘700, quando vi soggiornò
il doge Alvise IV Mocenigo, che aveva al seguito anche Carlo Goldoni.
Il Castello di Cordignano “Castelat”: antica fortificazione posta sul Col Castelir, risalente all’XI secolo, fu probabilmente abbattuta verso la fine del ‘400 dai turchi. Oggi ne restano soltanto i ruderi. Il Cristo del Meschio, così chiamato per il bel crocefisso ligneo posto sulla sponda del fiume Meschio, è un isolotto fluviale situato a Santo Stefano di Pinidello, a confine con il comune di Colle Umberto.
Il Ponte della Muda: (in origine Villa Pontis) risale al sec. XI; la denominazione trae origine dal ponte (XIII sec.), che era il più importante di Cordignano passandovi la Strada Regia che collegava il Nord Europa a Venezia, e dalla muta (tassa, gabella) attuata nell’affiancato Palazzo del Dazio (inizi XVI sec.): all’origine era caratterizzato da cinque arcate a tutto sesto con capitelli e si svolgevano le pratiche di dogana per le merci e gli animali in transito.
Il Meschio: il fiume ha da sempre costituito un importante sostentamento per le attività economiche degli abitanti, che dall’acqua ne traevano alimento e sfruttamento. Il nome deriva dal latino mixtus, cioè “misto”, “mescolato”, richiamando la funzione di raccoglitore delle acque di numerosi torrenti che in esso affluiscono. Il fiume Meschio a Cordignano è attraversato da ben sette ponti legati.
Il “Canyon” di Cordignano: Questo itinerario, che ha come punto di partenza il bivio Strada del Faidel – Via Cal delle Zatte nella frazione di Villa di Villa, porta alla scoperta della parte più selvaggia delle colline cordignanesi, creata dall’azione dell’acqua che con il suo scorrere incessante ha plasmato il territorio e il suo paesaggio.
Il Sentiero del Patriarca: si imbocca entro i primi 200 metri della strada del Faidel, nei pressi del castello di Cordignano in località Villa di Villa. Il percorso, tra un susseguirsi di boschi, ampi prati, casere e punti panoramici, sale fino ai piedi del Col Oliver (a 950 m s.l.m.). Il suo tracciato coincide in molte parti con il sentiero CAI 1060.
PILLOLE DI STORIA
Cordignano, Paese dei Veneti Antichi, ha origini antiche, che risalgono fino alla Preistoria. Nella frazione di Villa di Villa, salendo verso la zona collinare al confine con il comune di Caneva, il toponimo “Col Castelir” riconduce ad un castelliere dell’Età del Bronzo, ai piedi del quale è stato scoperto nel 1973 un luogo di culto di epoca paleoveneta-romana.
Nel Medioevo, Cordignano subì continue invasioni da parte delle popolazioni barbariche. Nel periodo longobardo nacque probabilmente il toponimo “Corticionus”, da cui deriva il nome Cordignano.
Nel 1337 la Repubblica di Venezia consegnò Cordignano al nobile Guido Rangoni e, successivamente, alla famiglia Mocenigo, che regalò al territorio un periodo particolarmente fiorente.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
- Luglio: Festa dei Carbonai
- Novembre: Prealpi in Festa e Simposio di scultura in legno, Mostra Nazionale di Pittura, Grafica ed Acquerello
IL PARCO DEI CARBONAI
Situato in località Lamar a circa 850 m. s.l.m., venne costruito nel giugno del 1983 da un gruppo di ex carbonai di Villa di Villa, con l’intento di mantenere vivo il legame con la storia antica e recente del territorio facendo rivivere, attraverso la ricostruzione fisica del “pojat” (termine dialettale per definire la carbonaia) e del “cason” (termine dialettale per definire la casa del carbonaio), il periodo di sfruttamento della Foresta del Cansiglio da parte della Repubblica Serenissima. È possibile raggiungere il Parco a piedi attraverso il sentiero CAI 1060, in bici o in macchina grazie alla strada asfaltata che parte dalla strada del Faidel per poi terminare ed immettersi in via Cansiglio e raggiungere così Loc. Crosetta.