FARRA DI SOLIGO
TRA DOLCI COLLINE E ANTICHE CHIESETTE
LUOGHI DI INTERESSE
Torri di Credazzo: appartenenti al feudo di Credazzo e realizzate per volontà dei Da Camino, rappresentano le ultime vestigia di una fortificazione documentata fin dal 1233. Il fortilizio medievale, circa un secolo dopo, passò ai Collalto fino a quando nel quattrocento non fu distrutto dagli Ungari. Il complesso, ora restaurato, si articola in tre torri di diverse dimensioni collegate tra loro da una cinta muraria.
Chiesa di San Lorenzo: citata per la prima volta in un documento del 1210, è situata a Sud delle Torri di Credazzo ed era parte integrante dell’omonimo feudo. Dalla chiesetta si gode una vista panoramica spettacolare sulle colline del Prosecco Superiore.
Chiesa della Madonna dei Broi: chiesetta medievale la cui prima attestazione risale al 1326, meta nei secoli di pellegrinaggi per invocare la pioggia e propiziare l’abbondanza dei raccolti. L’edificio subì numerosi danni durante il periodo dell’invasione austro-ungarica: utilizzato dapprima come stalla per i cavalli delle truppe, successivamente come ricovero per i prigionieri di guerra, dei quali rimangono visibili ancora oggi commoventi iscrizioni e testimonianze. Un recente restauro ha riportato alla luce notevoli affreschi risalenti all’inizio del XIV secolo e scritte e disegni di soldati italiani durante la Grande Guerra.
Il Romitaggio di San Gallo: antico complesso sulla cima del colle omonimo, documentato in un testamento del 1354, costituito dalla chiesa in stile romanico e dall’annesso ostello, utilizzato un tempo dai pellegrini.
Chiesa di Santa Maria Nova: denominata comunemente “Chiesuola” questo piccolo edificio nella frazione di Soligo conserva pregevoli affreschi riconducibili alla Scuola Riminese del 1400. Nel corso della Grande Guerra una granata lesionò la struttura, riportando alla luce ulteriori affreschi da sotto
le intonacature.
Oratorio romanico di San Vigilio: situato su una sommità collinare nella frazione di Col San Martino, risale al secolo XI, successivamente ampliato e rimaneggiato. Conserva un prezioso repertorio pittorico del XV secolo.
Sentiero delle Vedette: così chiamato perché era un punto di controllo dell’esercito austro-ungarico, l’itinerario unisce le frazioni di Col San Martino e di Soligo, percorrendo la dorsale delle colline, tra scorci sui paesi limitrofi e sulle vette prealpine.
All’altezza del Monte Moncader, è possibile visitare una galleria passante risalente alla Grande Guerra, perfettamente conservata.
Borgo di Collagù: suggestivo borgo immerso nella tranquillità delle colline, sviluppatosi grazie alla presenza della nobile famiglia dei Bottari da Castello di Solighetto. Nel santuario risalente agli anni ’30 del Novecento e dedicato alla Beata Vergine Addolorata sono conservate le spoglie di Sant’Emilio e Santa Florida.
Colline eroiche: il territorio di Farra di Soligo è caratterizzato da splendide colline ricoperte da filari di vite, le “rive” dove il Glera viene vendemmiato ancora oggi a mano, grappolo dopo grappolo.
PILLOLE DI STORIA
Il toponimo Farra svela la diffusa presenza longobarda nell’area collinare dal VI secolo d.C.: le “fare” erano infatti i gruppi parentali che caratterizzavano la società armata; un sepolcreto longobardo è stato inoltre rinvenuto in località Monchera, sulle pendici di un colle.
In epoca medievale il territorio di Farra era suddiviso in due feudi: a est il feudo di Farra, che aveva il proprio castrum sul Colle di San Giorgio, e ad ovest quello di Credazzo, il cui castello risale al IX-X secolo.
Teatro di scontri bellici durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale, al Comune è stata conferita nel 2008 la Medaglia di Bronzo al valor civile per l’eccidio di otto civili da parte delle truppe nazifasciste.
PERSONAGGI
Antonio Bellucci (1654-1726): di origine veneziana, ma solighese di elezione e di madre, fu ritenuto da molti il più illustre artista trevigiano del XVII secolo. Numerose tele nell’Italia settentrionale portano la sua firma, ma la sua fama varcò ben presto i confini della patria e crebbe al punto tale che il Bellucci fu eletto pittore di Giuseppe I e Carlo VI, imperatori d ‘Austria.
Quirico Viviani (1780-1835): nei primi decenni dell’Ottocento un posto significativo in campo letterario fu occupato da Quirico Viviani. Fu volgarizzatore di autori antichi e autore di diversi scritti. Pubblicò tra l’altro la Divina Commedia di Dante secondo la lezione del Codice Bartoliniano.
Bruno Donadel (1929-2018): nacque a Soligo da una famiglia di contadini. Fu un pittore quasi totalmente autodidatta, anche se alle scuole serali di Pieve di Soligo, guidate da Giovanni Zanzotto (padre del celebre poeta Andrea), apprese la prospettiva. Venne definito il “pittore contadino”, perché le sue opere, principalmente realizzate con tecnica ad olio, rappresentano il mondo rurale.
SAI CHE...
La piera dei mat: secondo la tradizione popolare, nella località di Farra sarebbe stata rinvenuta una grossa pietra che aveva il potere di far uscire di senno chi, incautamente, la toccava o la calpestava. Per rivalità campanilistica, gli abitanti di Farra venivano per questo considerati un po’ bizzarri.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
- Marzo/aprile: Mostra del Valdobbiadene Docg
- Maggio: Rive Vive
- Agosto: Calici di Stelle – Dalla cima al fondo
- Novembre: In fondo in fondo l’è San Martin
L'URNA DI SAN MARTINO
All’interno dell’Oratorio di San Martino a Col San Martino, ricostruito nel 1927 su un precedente edificio romanico distrutto nel 1918, si trova un’urna, contenente numerosi bigliettini con nomi maschili e femminili.
Ancora oggi le coppie che desiderano un bambino vi si recano, prelevando un biglietto dall’urna e facendo voto di dare al proprio figlio il nome che viene estratto. L’usanza è documentata dal 1743, ma le sue origini sono probabilmente molto più antiche.