FOLLINA
DOVE L’ACQUA INCONTRA LA MUSICA
LUOGHI DI INTERESSE
Abbazia di Santa Maria: iniziata nel 1200, l’abbazia è il cuore spirituale di Follina. La sua atmosfera unica è un mix perfetto tra misticismo profondo, fascino avvolgente e architettura secolare. Le forme armoniose, i silenzi misteriosi, i giochi di luce magici rapiscono il visitatore in un viaggio senza tempo.
La costruzione dello splendido chiostro, di età precedente alla basilica e oggi perfettamente conservato, fu terminata nel 1268, quando i monaci cistercensi si insediarono nel monastero. Con ogni probabilità furono proprio i monaci a portare e perfezionare la lavorazione della lana in questi territori. Lo stesso nome del paese Follina deriverebbe proprio da uno dei procedimenti di lavorazione della lana, la follatura.
Palazzo Barberis: fu costruito ai piedi dell’abbazia da Francesco Fadda nella seconda metà del Seicento, come conclusione della fabbrica di panni di sua proprietà. La facciata presenta nella parte centrale una trifora centinata accompagnata su ciascun lato da finestre ugualmente centinate. Nel cortile interno appare un arioso loggiato affrescato poggiato su archi sostenuti da pilastri bugnati.
Il municipio: antico lanificio, venne edificato a partire dal 1820 dall’imprenditore di Castelfranco, Andretta. La sua forma imponente, addossato alle sorgenti del fiume Follina e costruito su più piani con ballatoio rivolto a sud per l’asciugatura dei panni, ricorda gli edifici industriali del Nord-Europa. Fu in seguito setificio Pasqualis e anche collegio seminariale “S. Giuseppe” per la formazione dei Servi di Maria.
L’antico maglio per la lavorazione del metallo: la prima datazione dell’edificio che ospita il maglio sarebbe collocata attorno al alla seconda metà del XV sec., come riportato da una mappa del 1600.
Sacrario Austro-Ungarico: costruito durante il primo conflitto mondiale, è oggi simbolo di fratellanza e pace tra i popoli. Vi riposano 77 soldati di diverse nazioni, all’ombra delle loro bandiere.
Via Claudia Augusta Altinate: importante strada militare che, dall’Adriatico, portava fino al Danubio. Trae il suo nome dall’imperatore romano Claudio che, secondo le fonti epigrafe, avrebbe fatto costruire questa arteria nel 46 d.C. Secondo molti storici la strada costeggiava la valle del Soligo fino a Follina, giungendo poi al passo di Praderadego.
Praderadego e il Col De Moi: il passo di Praderadego, con i suoi 925 m. s.l.m., mette in comunicazione due versanti delle Prealpi: la Vallata e la Valbelluna. Da qui, attraverso il sentiero CAI 991, si può salire al Col De Moi, che con i suoi 1.358 metri di quota è la cima più alta del comune di Follina.
Sorgenti di Santa Scolastica: danno origine al fiume Follina, a sua volta tributario del Soligo. Secondo la tradizione, la fonte era intitolata a una divinità pagana ma i monaci benedettini, presenti a Follina dal XII secolo, vollero invece sostituirla con il nome della sorella di San Benedetto da Norcia.
PILLOLE DI STORIA
Nel 1154 i casati dei Colfosco e dei Da Camino si unirono grazie al matrimonio di Sofia e Guecellone: fu proprio la Contessa Sofia a contribuire allo sviluppo di Follina e della sua abbazia, donando nel suo testamento all’abate Pietro diverse chiese del territorio con i relativi possessi.
Nel 1436 la Repubblica veneta investì Brandolino III e il Gattamelata del Feudo di Valmareno, ma poco dopo nel 1439 il Gattamelata cedette la sua parte a Brandolino. Il feudo resterà ai Brandolini fino al 1797. Nel 1865 venne fondato a Follina il più antico mutuo soccorso della provincia di Treviso, che garantiva alle famiglie degli operai copertura assicurativa in caso di malattia e decessi. Fu voluto dagli stessi imprenditori lanieri con spirito filantropico ma anche come forma di controllo dei disagi sociali.
TRADIZIONI
Il Processo alla vecia: ogni anno a metà della Quaresima si rinnova questa tradizione centenaria, durante la quale la vecia (un fantoccio con le sembianze di una vecchia signora) viene accusata di tutti i mali di Follina e condannata al rogo.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
- Metà quaresima: Processo alla vecia
- Maggio: Secolare sagra di pentecoste in concomitanza con La via della lana
- Giugno: Primavera del prosecco Sulle note del prosecco DOCG
- Dicembre - Mercatini di Natale – Colori d’inverno
SAI CHE...
Secondo la tradizione, intorno all’anno mille, venne miracolosamente rinvenuta sul pianoro collinare di Roncavezzai, a sud est di Follina, una statua di pietra raffigurante la Madonna con Bambino risalente al VII secolo dopo Cristo. Collocata in una nicchia al centro dell’ancona lignea dell’altare maggiore dell’Abbazia, è ancora oggi venerata e meta di numerosi pellegrinaggi tra i quali si ricorda quello secolare dei paesi bellunesi dell’Alpago, che scendevano a piedi verso il santuario il lunedì di Pentecoste, giorno della sagra paesana.
LA LANA E LA SETA
La lana e la seta: l’arte della lavorazione della lana e della seta ha vissuto a Follina un periodo storico di grandissimo splendore. Nel territorio del paese, nacquero fin dal 1200 molti lanifici, tanto che Follina divenne un centro di eccellenza per la produzione di lane e sete pregiate anche per la Serenissima Repubblica di Venezia. A partire dal 1880, ormai fuori dalle direttrici di traffico ferroviario e quindi dalle reti commerciali, non potendo più competere con le industrie che altrove avevano sostituito la forza idraulica a quella del vapore e del carbone le due principali industrie di lana chiusero i battenti. Restarono vive piccole aziende e si sviluppò fra fine ‘800 e inizi del ‘900 anche l’industria di seta che fino a quel momento era stata limitata.