FREGONA
MAGIA DI ACQUA E ROCCIA
LUOGHI DI INTERESSE
Campanile di Fregona: iniziato nel 1881 su progetto del capomastro Francesco Ciprian, fu portato all’attuale altezza di 67 metri nel 1909. In stile neogotico, è caratterizzato da eleganti balaustre, quattro pinnacoli laterali e otto doccioni a forma di teste di drago e di leone. Da ammirare anche la pala d’altare settecentesca di Sebastiano Ricci, dal titolo Cristo crocifisso e anime del Purgatorio, custodita nell’annessa chiesa arcipretale.
Pala di San Giorgio: uno dei capolavori di Francesco da Milano, dipinta nel 1529. Si trova ora nella Chiesa Parrocchiale della frazione di Osigo.
Villa Trojer Lucheschi De Mori Salvador: villa veneta seicentesca che, con l’eleganza e armonia di ritmi che la contraddistingue, è uno degli edifici di maggior pregio di Fregona.
Castello di Piai: situato in posizione panoramica ai piedi del monte Pizzoc e di origini romane come postazione di controllo, ebbe il periodo di maggior splendore sotto la Signoria dei Da Camino nei secoli XIII-XV. Lo conferma il ritrovamento al suo interno di una cassaforte in legno massiccio, con un complesso meccanismo di sicurezza alloggiato sul coperchio, appartenuta fino al 1423 all’ultimo castellano Salatino Scotti ed ora custodito nella chiesa arcipretale di Fregona. Del castello ora rimangono solo poche tracce.
Foresta del Cansiglio: La prima testimonianza storica relativa alla foresta del Cansiglio (allora chiamata Bosco d’Alpago) è un diploma del 923 d.C. di Berengario I, Re d’Italia, nel quale il sovrano donava la foresta al feudo del Vescovo-Conte di Belluno. Il Cansiglio rivestì un’enorme importanza economia per la Repubblica di Venezia: i suoi faggi venivano infatti impiegati per la costruzione di remi, legname da opera e carbone. La faggeta varia in splendidi colori con il mutare delle stagioni, raggiungendo l’apice della sua bellezza in autunno.
Grotte del Caglieron: il complesso, situato in località Breda di Fregona, comprende una serie di cavità, parte delle quali artificiali risultato dell’estrazione dell’arenaria – detta piera dolza, cioè pietra tenera – e parte di origine naturale, scavate dal torrente Caglieron su strati alternati di conglomerato calcareo, arenarie e marne del Micocene medio (tra 16 e 10 milioni di anni fa). Sono contraddistinte da numerose cascate, alcune delle quali alte parecchi metri. Dato il notevole contenuto in calcare delle acque, si possono ammirare stalattiti e stalagmiti, delle più varie forme e colori.
Monte Pizzoc: dalla sua cima si può godere di uno splendido panorama sui Monti dell’Alpago, le Dolomiti Venete, i Laghi di Revine e, nelle giornate limpide, scorgere anche la Laguna di Venezia. Si può raggiungere in auto, ma anche attraverso una rete di mulattiere e sentieri. Da Fregona parte il sentiero “Direttissima” che consente di arrivare al Rifugio “Città di Vittorio Veneto” in un’ora circa.
PILLOLE DI STORIA
Dal ritrovamento di alcuni resti, si può supporre che il territorio di Fregona fosse abitato già nell’Età del Ferro. La posizione soleggiata, l’abbondanza di risorse idriche e la protezione data dai rilievi montuosi rendevano infatti la zona particolarmente favorevole all’insediamento.
Appartenuta ai vescovi di Belluno, fu poi Signoria dei Conti da Montanara, divenuti in seguito Da Camino. Dopo la morte di Rizzardo VI da Camino, nel 1337 Fregona seguì le sorti di Serravalle e passò sotto la Serenissima. La notte del 20 luglio 1509, un drappello di uomini reclutati a Fregona dal capitano Francesco Forte conquistò la città di Serravalle, luogo strategico di transito. Fregona ottenne da Venezia, come riconoscimento per l’impresa compiuta, l’esenzione dalle tasse, privilegio che conservò fino alla caduta della Repubblica.
TRADIZIONI
Gli scalpellini: fin dal 1500, per oltre 400 anni gli uomini hanno estratto abilmente l’arenaria per realizzare elementi architettonici: stipiti, pietre angolari, scalini. Lo stesso campanile di Fregona, ma anche molti edifici di Vittorio Veneto, sono ricchi di decori in piera dolza. Gli scalpellini usavano pochi strumenti (maglio, mazza, punte, cugni, punciot e biete) con grande maestria, seguendo abilmente la stratificazione della roccia.
CURIOSITA'
L’origine del Torchiato di Fregona è molto antica. Secondo la leggenda, nel 1600 un vignaiolo dovette vendemmiare l’uva prima del previsto a causa di una gelata anticipata. La adagiò nel granaio su dei graticci e, la primavera successiva, provò a torchiarla più volte mettendo poi il mosto che aveva ricavato in piccole botti. Trascorso un anno, assaggiò il vino e rimase sbalordito dalla sua bontà!
PROVERBI
La piova che vien da Cansei
no la bagna gnanca i zéi
(La pioggia che viene dal Cansiglio
non bagna neanche il terreno sotto i filari).
EVENTI E MANIFESTAZIONI
- Aprile/maggio: Mostra del torchiato e dei Vini dei Colli di Conegliano Docg
- Settembre: Fregona Summer Trail, Fregona Borghi e Natura
- Ottobre: Sagra di Fregona, Sagra di Osigo
FORMAGGIO GROTTA DEL CAGLIERON
Prodotto con latte intero proveniente da una selezione di aziende in area montana, più precisamente dalla zona dell’altopiano del Cansiglio e delle Prealpi Trevigiane, viene affinato per almeno sessanta giorni all’interno delle Grotte del Caglieron, che mantengono per quasi tutto l’anno un’umidità ambientale del 99% e una temperatura di 16˚. Ha un aroma di alta intensità, con sentori di burro cotto, yogurt agli agrumi, note minerali, legno umido e dal sapore dolce, leggermente acido e salato. La sua pasta, di colore paglierino, ha occhiatura medio piccola.