PEDEROBBA
AI PIEDI DEL MONFENERA
LUOGHI DI INTERESSE
Eremo di Sant’Elena: piccolo gioiello di epoca medioevale, si ritiene che la sua costruzione risalga addirittura al 1200. La nobile famiglia degli Onigo fece della chiesetta la propria cappella campestre. La continuità con il passato è rispettata nell’usanza, esistente da tempi remoti, di celebrare il 18 di agosto ad Onigo una festa in onore di Sant’Elena.
Mura Bastia: Si tratta dei resti dell’antico castello medievale appartenente alla famiglia Onigo. La bastia, punto strategico sulla
valle del Piave, venne utilizzata come osservatorio nella Prima Guerra Mondiale. Negli ultimi decenni è stata oggetto di ricerche
e restauri.
Sacrario militare dei francesi: inaugurato nel 1937 alla periferia dell’abitato di Pederobba, sulla Statale Feltrina, il più grande Sacrario francese in terra italiana domina il territorio circostante con la sua parete, lunga ben 100 metri e alta 10, che simboleggia l’arresto dell’avanzata nemica. Al suo interno si trovano i loculi di circa mille soldati francesi caduti sul fronte nord-italiano. L’imponente monumento si caratterizza per il gigantesco gruppo scultoreo, rappresentante la Madre Francia e la Madre Italia, unite nel dolore, mentre sorreggono il corpo senza vita di un caduto.
Monumento al soldato d’Italia: realizzato nel 1988 dallo scultore veneziano Gianni Aricò, poco distante dal Sacrario dei Francesi, comprende venti figure a grandezza naturale che narrano una storia composta da diverse scene ispirate alla Grande Guerra: l’addio di un uomo alla famiglia, la marcia dei soldati per raggiungere la frontiera, l’esodo dei profughi e la barriera del Piave, infine la speranza in un avvenire di pace.
Oasi Lipu – Sentiero della Garzaia: immersa nel meraviglioso scenario delle Prealpi Venete e dell’ampio letto del fiume Piave, l’oasi Lipu accoglie un vasto numero di specie protette tra cui la Garzetta e l’Airone Cenerino. Nel periodo migratorio si possono facilmente osservare specie molto rare come la Cicogna nera, la Cicogna bianca, il Falco pescatore e numerosi Falchi Cuculo.
Sentiero dei colli d’Onigo: percorso escursionistico facile e adatto a qualsiasi persona che desideri stare a contatto con la natura in un ambiente carico di storia e sorprendente per le vedute panoramiche sul Monte Cesen e sulla valle del Piave. Immersi nel verde dei boschi, è possibile visitare le trincee, che caratterizzano il territorio, seconda linea difensiva italiana durante il primo conflitto mondiale.
Parco del Piave Ae Barche: situato sulla riva del fiume Piave, è una delle zone naturalistiche più suggestive del comune di Pederobba. Con i suoi 70.000 metri quadrati di area aperta al pubblico, il parco offre un luogo di relax e quiete a chiunque voglia accedervi.
PILLOLE DI STORIA
La zona fu a lungo legata alla famiglia degli Onigo, che risiedevano nel castello dell’omonima frazione, poi sottratto da Ezzelino III da Romano e successivamente ceduto al Comune di Treviso. Nel 1266, infine, il castello venne restituito a Giovanni da Onigo.
Pederobba godette di un periodo fiorente sotto la Serenissima, con la costruzione di mulini e opifici. Divenne inoltre sede di uno dei più importanti mercati di biade del Cinquecento. Dopo la disfatta di Caporetto durante la Grande Guerra, Pederobba fu devastata in quanto si trovava in posizione sfavorevole, in corrispondenza del fronte del Piave e in prossimità del Grappa e del Montello.
SAI CHE...
Una leggenda locale narra dell’esistenza di un tunnel sotterraneo costruito come via di fuga, che collegava la Mura Bastia alla Rocca d’Asolo e che racchiudeva un ricco tesoro al suo interno.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
- Aprile: Festa di Primavera
- Maggio: Sbandando pa’ i colmei di Pederobba
- Settembre: Festa del Fagiolo Borlotto Nano Levada
- Ottobre: Mostra-mercato dei Marroni del Monfenera IGP
TERRA DI GRANDI PRODOTTI
Il territorio del Comune di Pederobba si distingue per la coltivazione del fagiolo e per la castanicoltura. Il fagiolo borlotto nano Levada è una varietà coltivata esclusivamente a Pederobba e dintorni, la cui tradizione risale all’inizio del secolo scorso. I fagioli appartenenti a questa particolare tipologia si riconoscono per le loro buone dimensioni, rotondeggianti e allungati, con una caratteristica buccia molto sottile di colore bianco screziato di rosso.
La castanicoltura rappresenta un fattore importante per l’economia rurale in questa area: l’impegno e la cura continua nella coltivazione del castagno rappresentano una tradizione che non è mai venuta meno, e che ha permesso di qualificare i Marroni del Monfenera come prodotto IGP. Nel 1974 nasce la Mostra Mercato dei Marroni del Monfenera, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio boschivo e il suo prodotto principe. Anche il Miele è uno dei prodotti caratteristici della zona, insieme al pollo “Rustichello”, che viene allevato in verdi spazi aperti assicurando la giusta nutrizione e rispetto dell’ambiente.