POSSAGNO
TERRA DEL CANOVA
LUOGHI DI INTERESSE
Il Tempio: progettato da Antonio Canova e disegnato da Pietro Bosio. Il grande scultore ne pose la prima pietra l’11 luglio 1819. Al suo interno si trovano la tomba di Canova e, in un’urna speciale, la sua mano destra.
Gipsoteca e Museo A. Canova: nella gipsoteca (dal greco “raccolta di gessi”), eretta per volontà del fratellastro G. Battista Sartori, sono conservati i modelli originali e i calchi in gesso con cui Canova realizzava poi le statue di marmo. Accanto alla Gipsoteca si trova la casa natale dell’artista, conservata com’era negli anni della sua vita. All’interno è custodita una raccolta di dipinti ad olio, tempere, incisioni, disegni e attrezzi da lui usati.
Chiesetta di Santa Giustina: probabilmente ristrutturata nel XVIII secolo su una costruzione preesistente, è considerata una delle più antiche della pedemontana.
Chiesetta di San Giacomo: il Santo veniva festeggiato il 25 luglio, data che anticamente segnava il momento in cui si tracciava il bilancio del latte e dei prodotti caseari; a questo si fa risalire l’interessante affresco seicentesco su una parete della chiesetta raffigurante una Madonna del latte.
Chiesetta di San Rocco: posta sull’omonimo colle, fu costruita dopo l’epidemia di peste del 1629-31 per chiedere la protezione del santo patrono di Possagno. Vi si conservano reliquie di martiri romani dei primi secoli del Cristianesimo.
I colmelli: i più antichi di Possagno portano i nomi di Rover, Cunial, Vardanega e Masiere, ognuno è impreziosito da piazzole, scorci suggestivi, chiesette, archi e capitelli, stradine lungo le quali fare una piacevole passeggiata osservando il paesaggio rurale.
Il Percorso della Memoria: realizzato sul Monte Palon dal Gruppo Alpini di Possagno per onorare la memoria di quanti hanno combattuto sul massiccio del Grappa durante la Prima Guerra Mondiale. Il recupero ha interessato la riapertura di 1000 metri di trincee e di 300 metri di gallerie, nonché la sistemazione di alcuni baraccamenti e appostamenti.
Sentieri: sono numerosi gli itinerari escursionistici nel territorio di Possagno, alcuni dei quali possono essere percorsi anche con la mountain-bike. Dal Tempio canoviano, per esempio, è possibile prendere la strada per il colle San Rocco e, dal primo tornante, prendere il sentiero che porta alla località “Bocca di Forca”, a 1438 m. s.l.m.
Il Buco del Dinosauro: questa grotta si trova a 935 m.s.l.m., le sue parti più profonde arrivano intorno ai 200 metri e sono raggiungibili attraverso una serie di verticali, fra le quali la maggiore costituisce un salto di 45 metri.
PILLOLE DI STORIA
Le prime attestazioni del nome e del luogo risalgono al 1076. Alcuni ritrovamenti hanno confermato la presenza di un “castrum romanum” e di un “castelar”.
A sud del Monte Palon, il 5 novembre 1925, i possagnesi posero una grande croce di legno a ricordo di quanti avevano combattuto ed erano morti durante la Grande Guerra, una presenza che da allora sovrasta e domina il paese.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Possagno ospitò alcune decine di famiglie di profughi ebrei in domicilio coatto dalla vicina Croazia. Dopo l’8 settembre 1943, l’intero paese si mobilitò per nasconderli ed evitarne così la deportazione. Per questo grande impegno di solidarietà, Possagno ha ricevuto dall’istituto Yad Vashem di Gerusalemme l’alta onorificenza dei Giusti tra le Nazioni.
PERSONAGGI
Antonio Canova (1757-1822): nato a Possagno, è considerato il più grande esponente del Neoclassicismo in scultura. Cresciuto dal nonno paterno, che gli insegnò a lavorare e scolpire la pietra, svolse il suo apprendistato a Venezia e si trasferì poi a Roma, dove ebbe ben presto uno straordinario successo, che gli permise di viaggiare e lavorare in tutta Europa. I suoi capolavori sono oggi esposti nei musei di tutto il mondo.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
- Giugno: Rievocazione storica della Prima Guerra Mondiale sul Monte Palon
- Agosto: Sagra di San Rocco
TRADIZIONI
I Posagnòt: gruppo folkloristico nato nel 1982, con la volontà di diffondere e tramandare le tradizioni e la cultura popolare del territorio con canti, balli e rappresentazioni in dialetto. Le esibizioni del gruppo sono accompagnate da un’orchestra che utilizza strumenti tradizionali, come la fisarmonica, il mandolino, il flauto e i cembali.
IL MORLACCO
Formaggio magro a pasta molle, di breve stagionatura, ha un’origine molto antica. La Diocesi di Treviso diede infatti nel 1224 in concessione al comune di Possagno la Malga Archeson, per produrre latte e formaggi, e già nel ‘400 si hanno testimonianze relative al Morlacco. Veniva prodotto con latte scremato, in quanto il burro era al tempo la fonte primaria di guadagno, tanto che spesso il Morlacco veniva indicato come “Formajo dei Poareti”. Il Morlacco è oggi diventato il prodotto più rappresentativo degli alpeggi del Monte Grappa, insieme al Bastardo del Grappa, alle ricotte fresche e affumicate e al burro.