TARZO
TRA BORGHI E ANTICHI MESTIERI
LUOGHI DI INTERESSE
Casa Mondini, Mazzucco: originaria del XV secolo, si trova all’interno di una suggestiva borgata in posizione panoramica sui i colli circostanti. Presenta le tipiche caratteristiche della casa rurale, con stalle e caneva (cantina) al piano terra e l’abitazione al primo piano. Pur essendo una casa rurale è nobilitata dalla disposizione delle aperture, ora in parte coperte da costruzioni successive.
Villa Franceschet, Silan, Cancian: edificio alto quattro piani, impreziosito da finiture in legno e pietra. Secondo la tradizione orale è di origine settecentesca, e venne costruita con le pietre recuperate dai ruderi di un castello. È oggi composta da due unità: la prima con muri di sasso, la seconda invece caratterizzata da intonaco bianco e timpano frontale.
Chiesa della Purificazione della Beata Vergine Maria: costruita nel 1742 in stile neoclassico, su progetto del veneziano Domenico Legati, racchiude al suo interno un’opera di Cesare Vecellio (che imparò l’arte pittorica nella bottega di Tiziano, cugino del padre), due affreschi incompiuti di Giovanni De Min e uno di Sebastiano De Boni.
Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio: nella frazione di Corbanese, la sua prima attestazione risale al 1216. L’edificio attuale, edificato nel XVIII secolo e consacrato dal Vescovo Lorenzo Da Ponte, conserva varie opere pittoriche e scultoree, nonché un organo di De Lorenzi del 1859.
Chiesa di San Bartolomeo: di grande interesse storico, si trova nella frazione di Arfanta. Risale al XV secolo e custodisce una Pala di Francesco Da Milano del 1522. L’organo è un Callido del 1802.
Giardino museo bonsai della serenità: sul retro della sua casa, Antonio Dal Col ha ricreato un vero e proprio angolo di Giappone, mettendo a dimora innumerevoli specie di bonsai – molti dei quali pluripremiati dalla Nippon Bonsai Association – in un’area di circa 1000 metri quadrati, addossata alla collina.
La foresta più vecchia del mondo: in seguito a scavi archeologici, sono venuti alla luce un centinaio di tronchi fossili di larici, risalenti a circa 15.000 anni a.C., lunghi fino a 4 metri e provvisti di radici. Alcuni esemplari sono conservati presso il municipio di Revine.
PILLOLE DI STORIA
È accertata la presenza umana nel territorio tra Neolitico ed Età del Bronzo, grazie anche al ritrovamento di un insediamento palafitticolo in località Colmaggiore.
I Longobardi, arrivati nella zona nel 568, in 200 anni di dominazione si integrarono con la gente del luogo, riorganizzando il territorio, fondando pievi e nuove comunità, tra cui Tarzo e Corbanese, sedi di fortilizi ora scomparsi.
Per lungo tempo Tarzo fu sotto il dominio di Ceneda, prima con il Duca di Ceneda e successivamente con Vescovo; con l’arrivo dei Da Camino la contea venne ceduta nuovamente al Vescovo di Ceneda fino al 1769, con l’avvento della Serenissima.
SAI CHE...
Tra Corbanese e Tarzo si staglia il Monte Mondragon. Narra la leggenda che un uomo misterioso vivesse su quella montagna ed esercitasse un potere maligno sulle persone che gli si avvicinavano. Per esorcizzarlo, la popolazione costruì una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
- Febbraio: Festa della Candelora
- Maggio: Mostra del Vino Superiore dei Colli
- Luglio: Festa dell’Emigrante
- Agosto: I Cortili dell’Arte
- Ottobre: Festa della Castagna
LA VIA DEI MURALES
Un percorso suggestivo e affascinante, sospeso tra arte e storia, che si snoda tra i borghi di Fratta e Colmaggiore. Sui muri delle abitazioni sono infatti stati realizzati nel corso degli anni, da diversi artisti, numerosi murales dedicati alla cultura popolare, alla vita quotidiana di un tempo, con i suoi antichi mestieri, e all’emigrazione che ha pesantemente segnato il territorio fino al secondo dopoguerra. 16 opere, realizzate con tecniche diverse tra il 2008 e il 2016, che raccontano una comunità e la sua storia.