VITTORIO VENETO
LA CITTA' DELLA VITTORIA
LUOGHI DI INTERESSE
Museo del Cenedese: è collocato all’interno dell’antica Loggia della Comunità di Serravalle e raccoglie memorie archeologiche, storiche ed artistiche del territorio. Galleria Civica Vittorio Emanuele II: ha sede a Villa Croze e ospita un’interessante collezione di opere d’arte donate dal vittoriese Giovanni Paludetti nel XIX secolo.
Museo della Battaglia: allestito all’interno dell’antica Loggia del Cenedese nella frazione di Ceneda, dal 1938 vi è esposta la collezione donata alla città da Luigi Marson, ragazzo del ’99 che combatté in prima linea durante la Grande Guerra.
Museo di Scienze Naturali “A. De Nardi” e Museo Diocesano di Arte Sacra “Albino Luciani”: hanno entrambi sede presso il Seminario Vescovile e raccolgono il primo una vasta collezione di rocce e fossili e una sezione dedicata alla botanica e alla fauna locale, il secondo opere d’arte sacra del territorio della diocesi di Vittorio Veneto.
Museo del Baco da Seta: è situato presso l’ex filanda Maffi, nella frazione di San Giacomo di Veglia, e raccoglie documenti, strumenti ed attrezzature, filmati e foto storiche della bachicoltura nel territorio e del lavoro in filanda.
Museo dell’Industria Bacologica Marson: ospita documenti e strumenti scientifici a testimonianza del ruolo importante che la ricerca bacologica ebbe nel miglioramento dell’allevamento dei bachi da seta.
Palazzo Minucci-De Carlo: ospita l’eclettica collezione di opere d’arte in stile dannunziano del suo ultimo proprietario, Camillo De Carlo, patriota e agente segreto durante la Prima Guerra Mondiale.
Oratorio di S.S Lorenzo e Marco dei Battuti: fatto erigere dalla Confraternita dei Battuti, un’organizzazione laica che si dedicava all’assistenza dei bisognosi, è decorato all’interno da uno splendido ciclo di affreschi quattrocenteschi.
Duomo di Santa Maria Nova: interamente ricostruito nella seconda metà del XVIII secolo da Domenico Schiavi da Tolmezzo. Al suo interno, sull’altare maggiore, è collocata una pala attribuita a Tiziano Vecellio.
Chiesa di San Giovanni Battista: eretta nel 1357 in stile romanico-gotico; di grande rilievo artistico è un ciclo di affreschi quattrocenteschi conservato nella Cappella Galletti.
Chiesa di Santa Giustina: ospita il mausoleo di Rizzardo VI Da Camino, straordinario esempio trecentesco di arte gotica, opera raffinata di scalpellini veneziani.
Pieve di S. Andrea di Bigonzo: prima chiesa madre di Serravalle, ricostruita nel XIV secolo in stile romanico-gotico. Numerosi e di grande interesse sono gli affreschi del XV e XVI secolo al suo interno.
Cattedrale di Ceneda: dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta e ricostruita in stile neoclassico nel XVIII secolo. La chiesa custodisce le spoglie di San Tiziano, patrono venerato dai Cenedesi. Sopra le sagrestie ha sede il Museo della Cattedrale, piccolo spazio espositivo che raccoglie suppellettili ecclesiastiche.
Chiesa di Santa Maria a Meschio: custodisce sull’altare maggiore uno dei massimi capolavori del rinascimento vittoriese opera del pittore Andrea Previtali.
Chiesa di San Silvestro: a Costa, fu edificata nel XVI secolo e decorata all’interno con un pregevole ciclo di affreschi di Rosso Da Cadore.
Castello di San Martino: di epoca romana, la sua struttura attuale risale al periodo longobardo. Distrutto in parte dall’incursione degli Ungari, tra il 1420 e il 1430 venne ricostruito dal vescovo Antonio Correr e divenne residenza signorile dei vescovi-conti.
Castrum di Serravalle: antico insediamento militare, divenne in seguito dimora della famiglia da Camino, tra i secoli XI e XIV.
Santuario di Santa Augusta: nei pressi del Duomo di Serravalle si trova la monumentale scalinata da cui prende il via il percorso che porta al Santuario di Santa Augusta. All’interno, un altare conserva le reliquie della Santa. La leggenda vuole che Santa Augusta, figlia del re goto Madrucco, a causa della sua fede cristiana fosse stata martirizzata dal padre con il fuoco, con la ruota e infine uccisa con la spada.
Il Meschio: il fiume Meschio nasce alle pendici del Monte Visentin, in località Savassa Alta, entra a Santa Giustina e attraversa Serravalle. I suoi caratteristi “meschet”, canali provenienti dal corso principale, attraversano tutto il territorio comunale. La sua acqua si mantiene costantemente a 12° in ogni stagione.
Pista ciclo/pedonale: parte da Serravalle e si snoda per circa cinque chilometri costeggiando il fiume Meschio, fino ad arrivare a San Giacomo di Veglia. È un percorso immerso nel verde e nella storia: sono infatti visibili i resti degli antichi mulini, delle fucine dove si forgiavano le famose “lame di Serravalle”, di cartiere e lanifici che sorsero a partire dal XVII secolo.
La Val Lapisina: il territorio di Vittorio è caratterizzato dalla presenza di tre specchi d’acqua, tutti situati nella Val Lapisina. Si tratta del Lago Morto, Lago del Restello (o di San Floriano) e Lago Negrisiola. Tutti e tre sono artificiali, ma costruiti su antiche conche lasciate dal ghiacciaio che scendeva dalla valle.
I borghi: a Vittorio si contano almeno 50 borghi in montagna, collina e pianura. Tra i più suggestivi si ricordano Borgo Maren, che conserva i resti di un antico monastero, Borgo Olarigo, inerpicato verso il Monte Baldo, Borgo Olivi in località Fais, lungo la via che porta da Longhere nella Vallata alla vetta del Col Visentin.
PILLOLE DI STORIA
Vittorio Veneto naque formalmente nel 1866, dalla fusione dei due centri distinti di Ceneda e Serravalle. Dapprima nominata Vittorio, in onore del nuovo Re d’Italia, nel 1923 le fu accostato il termine “Veneto”.
Cenada, da insediamento Celtico e Paleoveneto, in età romana diviene probabilmente l’avamposto del fiorente municipium di Opitergium (Oderzo), per la sua posizione sulle propaggini prealpine a monte della via consolare Postumia. La decadenza di Oderzo accrebbe l’importanza di Ceneda, che fu sede prima di un ducato longobardo e in seguito di una diocesi. Nel 1328 la contea vescovile entrò a far parte dei domini degli Scaligeri, per poi passare nel 1383 ai Carraresi e infine nel 1388 alla Repubblica di Venezia.
Il nucleo di Serravalle, dalla caratteristica forma allungata, nasce all’interno della valle formata dai monti Cucco e Marcantone.
La sua posizione la rendeva transito obbligatorio per le merci che viaggiavano dalla zona del Cadore verso Venezia. Secondo la tradizione storica locale, alla metà del XII secolo i vescovi cenedesi, per investitura, consegnarono Serravalle ed il suo territorio in feudo ad un gruppo di potenti famiglie, tra le quali prese rapidamente il sopravvento quella dei Da Camino. Il fiorire delle attività manifatturiere favorite dalle acque del fiume Meschio – soprattutto la produzione di armi bianche, che riforniva un ricchissimo mercato – determinò la crescita dell’insediamento.
Dal 1337, con la dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia, Serravalle lentamente si modificò nell’aspetto, quasi esclusivo, di centro fortificato e cominciarono a sorgere i primi quartieri urbani dedicati ai mercanti e agli artigiani della città.
PERSONAGGI
Lorenzo Da Ponte: nato nel Ghetto di Ceneda nel 1746, si trasferì a Venezia una volta ordinato sacerdote ma venne bandito dalla Repubblica per la sua vita spregiudicata e libertina. Giunto a Vienna per interessamento di Antonio Salieri, scrisse libretti per diversi musicisti, e divenne celebre come librettista di Mozart nelle opere “Così fan tutte”, “Don Giovanni” (al quale contribuì anche Giacomo Casanova) e “Le nozze di Figaro”. Si trasferì poi a New York, dove fu il primo professore di letteratura italiana del Columbia College.
Albino Luciani: vescovo di Vittorio Veneto nel 1958, era particolarmente conosciuto e amato per la sua umiltà e la sua capacità di farsi comprendere da tutti. Si dimostrò fin da subito insofferente all’idea di risiedere presso il Castello di San Martino: avrebbe infatti preferito una dimora più vicina alla sua gente. Venne eletto papa nel 1978 con il nome di Giovanni Paolo I. Il suo pontificato fu tra i più brevi della storia, la sua morte infatti sopraggiunse dopo soli 33 giorni dalla sua elezione.
TRADIZIONI
La righea: gioco tradizionale della cultura contadina, è una sorta di biliardo di argilla e arenaria a forma di cucchiaio, costruito sul terreno, con uno scivolo dal quale lanciare le uova sode, con il guscio dipinto di vari colori. Lo scopo del gioco è quello di toccare le uova degli avversari. Il compito di raccogliere le uova è svolto solo dal ranzinier, cioè il giocatore o lo spettatore munito di ranzin: lungo bastone di salice, con la punta a cappio, che consente di recuperare le uova senza rovinare la righea.
SAI CHE...
La bicicletta Graziella, molto popolare in Italia negli anni ’60, fu disegnata dall’artista Rinaldo Donzelli e prodotta dalla fabbrica Teodoro Carnielli di Vittorio Veneto.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
- Gennaio: Sagra di San Tiziano
- Aprile: La città e il fiore
- Maggio: Concorso Nazionale Corale “Trofei Città di Vittorio Veneto”
- Maggio/giugno: Mostra dei Vini Docg Vittorio Veneto
- Agosto: Secolare Sagra di Santa Augusta, Plurisecolare Mostra Mercato degli Uccelli
- Dicembre: Concorso di Violino Città di Vittorio Veneto
LA BATTAGLIA DI VITTORIO VENETO
La città dà il nome alla grande battaglia combattuta dal 24 ottobre al 3 novembre 1918 da 57 divisioni italiane, 2 britanniche, 1 francese, 1 legione ceco-slovacca ed un reggimento americano contro 73 divisioni austro-ungariche, che si concluse con la vittoria dell’Esercito Italiano. Fu caratterizzata da una fase iniziale duramente combattuta, sia sul Piave che sul Monte Grappa, alla quale seguì un progressivo disgregamento delle forze austro-ungariche. Fu l’ultimo scontro armato tra Italia e Impero austro-ungarico nel corso della Prima Guerra Mondiale.