UN VIAGGIO NEL GUSTO
Una tavolozza di colori, profumi e sapori che si scompone e ricompone magicamente con il passare delle stagioni, una terra in cui i gusti e i saperi della tradizione contadina si sposano con le più recenti innovazioni.
Marroni
Nel periodo autunnale, sono molto richiesti i Marroni: della famiglia delle castagne, si distinguono in quanto molto più grandi, a forma di cuore, di colore marrone chiaro e con polpa dolce. Molto famosi sono i Marroni di Combai IGP, protagonisti di molti piatti e della Festa dei Marroni, che si svolge ogni anno nel mese di ottobre nel borgo del comune di Miane, ed i Marroni del Monfenera IGP, nell’area di Pederobba.
Fagioli e patate
Sempre nella zona di Pederobba vengono coltivati i Fagioli Borlotti Nano Levada, facenti parte della coltura agraria pedemontana già ad inizio secolo, ed il Fasol de Lago dei Laghi di Revine. Caratteristiche anche le Patate del Quartier del Piave, difficili da trovare data la ridotta coltivazione, estesa comunque tra le Prealpi trevigiane e i colli del Montello, una vera delizia per il palato.
Spiedo
Passando alla gastronomia locale, uno dei piatti simbolo di questo territorio è lo Spiedo d’Alta Marca, che per tutti è sinonimo di festa, di tradizione, dello stare bene insieme: viene infatti solitamente preparato e servito in occasioni particolari. Piccoli pezzi di carne – soprattutto pollo e maiale, ma anche animali da cortile come faraona, cappone e coniglio, o volatili come quaglie e uccelli, o ancora capretto e agnello – intervallati da fettine di lardo e foglie di salvia o rosmarino, vengono infilati sullo spiedo e cotti al fuoco del caminetto. La cottura dev’essere lunga, dalle 5 alle 6 ore e lo spiedo deve poi essere servito non appena tolto dal fuoco, quando la carne è ancora ben calda e croccante. Tradizionalmente, lo spiedo viene accompagnato da una moltitudine di contorni, che possono variare a seconda delle stagioni: fagioli, erbe cotte, patate al forno, funghi… non può poi mancare la polenta, meglio se di mais bianco.
È un piatto così importante e sentito che, nel 2006, si è dato vita all’Accademia dello Spiedo d’alta Marca, che tutela e valorizza lo spiedo attraverso “Corsi per Menarosti”, incontri e serate informative.
Salumi
Molto diffusa è anche la produzione di salumi e affettati: una tradizione antica e tipica dell’Alta Marca. Da assaggiare è la soppressa, insaccato a stagionatura prolungata che veniva prodotto già nel 1800 con i resti del maiale, così come il salame de casada: la produzione avveniva direttamente in casa, dopo l’uccisione del maiale, che costituiva uno degli avvenimenti più importanti per le famiglie contadine, quasi un rito e motivo di riunione.
Altro salume di produzione locale è l’ossocollo, stagionato in cantine con ventilazione e umidità naturali. A curare la produzione, i molti Piccoli Produttori Locali di questa area: piccole aziende a produzione ridotta che si impegnano, con la Regione Veneto, a seguire determinati standard qualitativi ed igienici.
Prodotti caseari
Non si può lasciare l’Alta Marca senza degustare e assaporare anche i prodotti caseari che qui nascono: le Prealpi Trevigiane vedono la presenza di molte malghe d’alpeggio, nelle quali le mucche pascolano e si nutrono con erbe e fieno salutari e gustose, fondamentali per ottenere latte di alta qualità, che poi viene lavorato e trasformato in formaggi che riescono a soddisfare anche i palati più esigenti.
Da non perdere i prodotti della zona del Bosco del Cansiglio, così come la Casatella Trevigiana DOP o lo S-cèch di Segusino, formaggio che dà anche il nome agli abitanti di questo piccolo paese. Tipico è anche l’Imbriago, nato in tempo di guerra, quando i contadini nascosero dentro alle vinacce delle caciotte, perché i soldati austroungarici non le requisissero, o il Bastardo del Grappa, che deve il suo nome all’utilizzo di latti diversi per la sua produzione.
Dolci
Se si pensa che l’immensa cultura enogastronomica dell’Alta Marca sia solamente di gusto salato, ci si sbaglia: di paese in paese sono molti i dolci carichi di tradizione. Basti pensare alla Pinza della Marca Trevigiana, tipico dolce contadino che si prepara ogni anno, solitamente, durante il periodo natalizio: è immancabile, infatti, nelle celebrazioni del panevin, che si tengono ogni 5 gennaio. Di ingredienti poveri, la ricetta tradizionale prevede uvetta, pinoli, noci, farina bianca e farina gialla, limone grattugiato. Anche il Tiramisù è molto diffuso e, soprattutto, immancabile nei giorni di festa e nei menù di ristoranti e osterie. Non possono mancare, poi, i biscotti abbinati ai vini dolci locali: i Torchiatelli, frollini con il Torchiato di Fregona DOCG, e i Marzemini, biscotti realizzati con il Refrontolo Passito DOCG.
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