INCANTEVOLI PAESAGGI
Una tavolozza di colori, profumi e sapori che si scompone e ricompone magicamente con il passare delle stagioni, una terra in cui i gusti e i saperi della tradizione contadina si sposano con le più recenti innovazioni.
Foresta del Cansiglio
Tra i pendii delle Prealpi e la pianura, il nostro territorio racchiude magnifici tesori naturalistici, a partire dalla Foresta del Cansiglio, nei pressi di Fregona: un posto magico, in cui si viene totalmente circondati dalla natura. Si dice che qui, tra faggi, selci e abeti, vivano creature magiche e sia possibile incontrare e seguire fochi fatui. La Foresta del Cansiglio è l’ideale per passeggiate e trekking in ogni stagione, oltre che, nel periodo autunnale per poter udire l’incantevole bramito innamorato dei cervi.
In realtà tutta l’area delle Prealpi Trevigiane qui compresa offre splendidi sentieri naturalistici, da poter percorrere sia a piedi, sia in MTB o perché no, a cavallo! Percorsi che, dal Col Visentin a Pianezze, porteranno gli amanti di queste avventure nel cuore della natura, tra grandi prati e aree boschive dove potersi rinfrescarsi nelle giornate più calde, magari incontrando di sfuggita gli animali che qui vivono e regalano scorci e viste mozzafiato. Un’escursione in questa magnifica area può essere arricchita da una sosta nelle numerose malghe presenti, un’occasione per poter conoscere da vicino il bestiame ed i prodotti tipici preparati dai malgari con i prodotti che la terra e
gli animali gli offrono.
Massiccio del Grappa
Anche il Massiccio del Grappa è una rarità e soprattutto uno scrigno all’interno del quale convivono una moltitudine di specie floreali e faunistiche: vige qui un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello Sviluppo Sostenibile. Proprio per questo, è stato avviato un processo di candidatura del Monte Grappa quale Riserva di Biosfera UNESCO, arricchendo così il numero di siti sotto la tutela UNESCO della Regione del Veneto.
Giardino Vegetazionale Astego
Sempre nella zona del Grappa, più propriamente a Crespano del Grappa, si trova il Giardino Vegetazionale Astego, un giardino didattico particolare: costruito a 450 metri di altezza, si sviluppa in verticale, donando così un viaggio nei vari ecosistemi dalla cima del Monte Grappa alle pianure sottostanti in soli 16 gradoni. Vere chicche del Parco sono l’area dedicata alle orchidee selvatiche, la riproduzione di un torrente montano nell’area e un “roccolo” per attrarre gli uccelli. Una parte del Giardino è stata inoltre dedicata a orto botanico, con le piante suddivise per famiglia e per utilizzo (apistico, commestibile, aromatico, ecc.), mentre è presente anche una sezione micologica.
Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene
Scendendo di quota, si incontrano le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, dichiarate Patrimonio dell’Umanità nel luglio 2019: splendidi saliscendi che cambiano colore a seconda della stagione, regalano a chi le attraversa un panorama senza eguali. Sono testimoni del grande rapporto d’amore tra la natura e gli abitanti, in particolar modo i produttori: a rendere unico questo territorio, infatti, sono il tipico ciglione, una sorta di terrazzamento creato con la terra che permette la coltivazione della vite, e la sua conformazione a mosaico, formato da tanti appezzamenti a vite intervallati da aree boschive.
Parco dei Laghi della Vallata
Di particolare interesse è anche il Parco dei Laghi della Vallata, situato nei comuni di Revine Lago e di Tarzo: composto dal Lago di Lago e dal Lago di Santa Maria, separati tra loro da una lingua di terra relativamente stretta, è stato nominato come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), grazie alla ricca biodiversità che qui vive e che spesso è minacciata dall’uomo. Attorno ai laghi, è stato allestito un suggestivo itinerario naturalistico, grazie al quale è possibile esplorare gli angoli più affascinanti di questo habitat, ma non solo: sono presenti postazioni di realtà aumentata, che permettono, grazie alla tecnologia, di approfondire la conoscenza dell’immenso patrimonio naturale presente.
Via dei Mulini
Poco distante, a Cison di Valmarino, si trova la suggestiva Via dei Mulini, un percorso naturalistico che dal centro di uno dei Borghi più belli d’Italia arriva fino al Bosco delle Penne Mozze. Questo piccolo itinerario permette di ricostruire la storia rurale del paese, legata allo sfruttamento delle acque del torrente Rujo: lungo il cammino, infatti, sarà possibile incontrare resti di vecchi lavatoi, fontane e canalette.
Giardino Museo Bonsai della Felicità
A Tarzo, invece, nel retro di una casa privata si trova il Giardino Museo Bonsai della Felicità: nato grazie alla passione di Armando Dal Col, questo magico giardino di mille metri quadrati circa comprende un’immensa collezione di Bonsai sapientemente esposti in modo che diventino un tutt’uno con l’ambiente che li circonda, diventando non solo uno spazio di meraviglia ma anche di riflessione.
Grotta del Landrel
Di particolare interesse è la Grotta del Landrel a Miane, raggiungibile attraverso un sentiero nei fitti boschi, passando poi per il Santuario della Madonna del Carmine. Oltre ad un grande impatto naturalistico (la grotta, infatti, è immersa in un paesaggio mozzafiato tra castagni, frassini e querce), la Grotta del Landrel ha un forte significato religioso: qui vi è infatti custodita una piccola Madonna in pietra, benedetta nel 2003 da Papa Giovanni Paolo II.
Parco delle Grotte del Caglieron
Nella zona di Fregona, imperdibile è il Parco delle Grotte del Caglieron: situato ai piedi della Foresta del Cansiglio, permette al visitatore di compiere un percorso nella storia e nella natura attraverso cavità, nate dal lavoro lungo millenni del torrente Caglieron e dall’apporto dell’uomo, che qui estraeva la cosiddetta “piera dolza”, utilizzata in passato per contornare le porte e le finestre delle case. Oltre ad offrire un meraviglioso modo per passare la propria giornata nella natura, le Grotte del Caglieron vengono tutt’oggi utilizzate come luogo di stagionatura per i formaggi, grazie a una sala incavata nella roccia e spesso aperta al pubblico. Lungo il percorso, adeguatamente segnalato, è inoltre possibile ammirare le tracce di un castelliere paleoveneto e vecchi mulini.
Se ci si sposta invece nell’area di Valdobbiadene, merita una visita il Parco Naturale del Settolo Basso: sulle rive del fiume Piave, è stato recentemente riconosciuto a livello locale per la sua varietà di specie di flora e fauna, che qui convivono.
Oasi della Garzaia
Tra Valdobbiadene e Pederobba, di particolare interesse è l’Oasi della Garzaia: di gestione della Lipu, è compresa tra il fiume Piave e le risorgive di San Giacomo ed è caratterizzata da ampie distese di ghiaia, da boschi di pioppi e salici, con sottobosco rado. Ricca la varietà di avifauna apprezzabile qui (il Falco pellegrino, il Corvo imperiale e, a volte, l’Aquila reale), così come altre specie di uccelli quali il Merlo acquaiolo, la Gallinella d’acqua, il Martin pescatore, il
Piro piro piccolo e talvolta il Pendolino.
Oasi delle Fontane Bianche
Continuando lungo il letto del fiume, a Fontigo, frazione di Sernaglia della Battaglia, si incontra l’Oasi delle Fontane Bianche, chiamata così in quanto, in questo luogo, emergono in superficie le limpide acque di falda della piana del Quartier del Piave, creando uno spettacolo che dura tutto l’anno. Ad attendere i visitatori un percorso circolare ed esclusivamente pedonale, che permette in poco più di un‘ora di attraversare il bosco golenale tra risorgive e specchi d’acqua, dando vita a paesaggi e scenari che lasceranno tutti a bocca aperta. Sempre a Sernaglia della Battaglia, nella frazione di Falzè di Piave, si trova il Parco del Pedrè, piccola area naturalistica che si dirada sul fiume Piave e che comprende al suo interno la Grotta di Santa Barbara, cavità naturale dedicata ora ai minatori, dato che la sua forma richiamava, per contrasto, l’imboccatura delle gallerie sotterranee nelle quali i minatori scendevano.
Palù del Piave
Tra Sernaglia della Battaglia, Moriago della Battaglia, Vidor e Farra di Soligo si trovano invece i Palù del Piave, un’area una volta paludosa ma bonificata, già nel ‘200, da monaci benedettini che qui si stabilirono. Grazie a questo processo, troviamo ora unì paesaggio caratterizzo da fossi e siepi che separano grandi aree prative, permettendo così la coltivazione e la lavorazione al fine di ottenere foraggio, legname e legna da ardere. È inoltre habitat ideale di numerose specie animali e vegetali.
l’Isola dei Morti
A poca distanza dai Palù del Piave si trova una seconda area naturalistica importante, l’Isola dei Morti, che incarna anche uno dei simboli del passaggio della Prima Guerra Mondiale: proprio in questo luogo, infatti, nel 1918 l’esercito italiano aprì una breccia per liberare la sponda sinistra del fiume Piave. Ad accoglierci in questo luogo un memoriale, alzato proprio 100 anni dopo l’avvenimento, divenuto poi monumento dedicato a quanti si sono sacrificati per la libertà di questo territorio. Dal viale d’ingresso, inoltre, partono numerosi sentieri naturalistici, con destinazione il greto del Piave o anche un piccolo lago, lungo i quali è possibile osservare anche piccoli resti bellici. Ad arricchire l’offerta un piccolo orto botanico, con in esposizione diverse tipologie di specie vegetali, tra cui meravigliose orchidee.
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